La sanità non si comprende davvero leggendo solo le norme, ma occorre lavorare su casi concreti.
Per questo abbiamo deciso di proporre alcuni case studies.
Il primo riguarda un tema particolarmente delicato: la possibilità di accreditare presso il SSN una struttura sanitaria che eroga prestazioni prevalentemente in modalità digitale.
L’accreditamento istituzionale è costruito attorno a tre pilastri molto chiari:
– radicamento territoriale della struttura,
– coerenza con la programmazione regionale,
– sostenibilità entro tetti di spesa e budget assegnati per le aree e prestazioni di interesse.
La telemedicina, invece, nasce con una logica diversa:
📍 superamento del territorio,
📍organizzazione distribuita,
📍modello operativo spesso nazionale.
Nel caso pratico non era quindi solo necessario verificare la sussistenza dei requisiti formali per l’accreditamento, ma capire se e come un modello digitale potesse convivere con un sistema pubblico fondato su logiche territoriali, nomenclatori chiusi, limiti di extra-regionalità, integrazione obbligatoria con FSE e CUP, tariffe predeterminate.
In casi come questo, il lavoro è stato ricostruire l’intero perimetro normativo – nazionale e regionale – e tradurlo in una decisione strategica consapevole.
La sanità digitale infatti non può essere affrontata con una lettura settoriale ma richiede integrazione tra diritto sanitario, organizzazione dei servizi, regole della telemedicina, sistemi informativi e analisi del rischio economico-contrattuale.
📌 Per chi opera nel settore sanitario, lo Studio Legale Stefanelli&Stefanelli propone nel proprio sito una raccolta sistematica e aggiornata delle fonti nazionali e regionali in materia di autorizzazioni, accreditamenti, telemedicina e cure domiciliari.
Uno strumento di lavoro strutturato, ad accesso riservato, che – ad oggi – non ha equivalenti in Italia.